Riflessioni
Il Buddhismo "puro" non è legato indissolubilmente al Giappone, alla cultura Zen, cinese, coreana, indiana, ecc. Esso propone un principio universale a fondamento del comportamento individuale di ognuno, considerato nel suo specifico ambito; non propone di modellare gli individui e creare una "forma" che vada bene per tutti. Correttamente inteso, è aperto a tutte le forme di comportamento, può essere adattato a quella del "santo" come a quella dell'ultimo dei "peccatori". Il compito di un individuo è quello di portare avanti se stesso fino alla fine, con coraggio e determinazione, senza aver paura della morte, del giudizio degli altri, di sacrificarsi, di diventare povero, di diventare ricco: questo è l'insegnamento. E l'obiettivo è una morte, non una vita; è morire bene avendo ben vissuto, cioè nel rispetto della vita altrui e della propria "natura autentica".
Dai Do Strumia
Il Cammino del cercatore
(Libreria Editrice Psiche 2009)
Nato a Torino nel 1950, dopo un'istruzione cattolica, appena diciottenne si è avvicinato al Buddhismo. Introdotto alla pratica dello zazen da Taisen Deshimaru Roshi, ha fondato il primo dojo (luogo di pratica) Zen Soto a Torino nel 1968 con il sostegno e la collaborazione di François-Albert Viallet (Soji Enku Roshi), allora discepolo di Taisen Deshimaru Roshi.
Divenuto in seguito discepolo laico (Zaiké) di Kosho Uchiyama Roshi (l'autore de La realtà della vita, Istruzioni a un cuoco zen, Aprire la mano del pensiero, tutti editi in italiano da Ubaldini), fino al 1980 ha collaborato alla fondazione di quattro dojo, tre nella zona di Torino e uno nei pressi di Genova. Nel 1980 ha ricevuto l'ordinazione monastica (Shukké) presso il monastero di Antai-ji da Koho Watanabe Roshi, l'abate successore del rev. Uchiyama.
Per sette anni ha praticato e studiato ad Antai-ji e nei due monasteri di formazione Zuiyo-ji ed Eihei-ji, completando gli studi e la formazione religiosa prevista dal Soto Zen Shu (l'organo garante della scuola Zen Soto) per gli insegnanti. Nel 1987 è tornato in Italia con l'incarico di Kaikyoshi (Maestro missionario buddhista); dal 2002 tale incarico è stato trasformato in Kokusai Fukyoshi (Maestro missionario buddhista incaricato dell'insegnamento all'estero).
Attualmente è presidente e direttore spirituale dell'Associazione religiosa "Il Cerchio Vuoto", fondata nel 1996 e associata all'Unione Buddhista Italiana (ente religioso d.p.r. 3-1-91), che ha sede a Torino in via Massena 17.
Nel 1999 ha pubblicato Presenza Consapevole - Shikan-Taza presso la Libreria Editrice Psiche, breve ma intensa raccolta di riflessioni su un'esperienza più che trentennale di pratica Zen. Sempre per la Libreria Editrice Psiche, nel 2009 è uscito Il cammino del cercatore – Il testamento spirituale di un maestro Zen del XX secolo, che raccoglie le trascrizioni di quattordici teisho tenuti da Dai Do Strumia a commento dell'ultima lezione di Kosho Uchiyama Roshi al monastero di Antai-ji.
In qualità di rappresentante dell'Unione Buddhista Italiana, nel 2003 è entrato a far parte del "Comitato Interfedi", ente costituito nell'ambito delle iniziative a supporto dei XX Giochi Olimpici Invernali "Torino 2006". Terminato il periodo olimpico, dall'inizio del 2007 per decreto della Giunta Comunale di Torino, tale ente è confluito nel "Tavolo delle Religioni", consulta permanente delle sei principali religioni presenti sul territorio.
Ciclo di Teisho su Propedeutica allo Zen Soto tenuto da M. Dai Do Strumia.
Ciclo di Teisho su Bendowa di Dogen Zenji tenuto da M. Dai Do Strumia.