IL CERCHIO VUOTO – EN KU DOJO

Posizione: Apre a Torino il MAO

Il Buddhismo "puro" non è legato indissolubilmente al Giappone, alla cultura Zen, cinese, coreana, indiana, ecc. Esso propone un principio universale a fondamento del comportamento individuale di ognuno, considerato nel suo specifico ambito; non propone di modellare gli individui e creare una "forma" che vada bene per tutti. Correttamente inteso, è aperto a tutte le forme di comportamento, può essere adattato a quella del "santo" come a quella dell'ultimo dei "peccatori". Il compito di un individuo è quello di portare avanti se stesso fino alla fine, con coraggio e determinazione, senza aver paura della morte, del giudizio degli altri, di sacrificarsi, di diventare povero, di diventare ricco: questo è l'insegnamento. E l'obiettivo è una morte, non una vita; è morire bene avendo ben vissuto, cioè nel rispetto della vita altrui e della propria "natura autentica".

Maestro M. Dai Do Strumia
da “Il Cammino del cercatore”

Apre a Torino il MAO

Il 5 dicembre scorso è stato inaugurato a Torino il Museo d'Arte Orientale.

Promosso dal Comune in collaborazione con la Regione Piemonte, realizzato dalla FONDAZIONE TORINO MUSEI grazie al contributo della "Compagnia di San Paolo", ha trovato sede presso "Palazzo Mazzonis", pregevole edificio barocco piemontese nel centro storico della città, all'incrocio tra le vie S. Domenico e S. Agostino.

Museo d'Arte Orientale
via San Domenico 9/11
10122 Torino
tel.: 011-443-6927

Orario di apertura:
da martedì a domenica
h. 10-18

www.maotorino.it
Il patrimonio di 1.500 opere provenienti da diversi paesi dell'Asia (dall'India al Giappone, dall'Afghanistan al Tibet) con alcuni pezzi di assoluta eccellenza, lo colloca all'altezza delle principali istituzioni europee dedicate a questo ambito.

Torino, d'altronde, vanta una antica tradizione d'interesse per gli studi e le arti dell'Oriente.

Innanzitutto l'Università, importante centro di studi sanscritistici, che ha annoverato, fra i suoi principali esponenti, studiosi insigni quali Gorresio, Vallauri, fino a Oscar Botto, recentemente scomparso. In Torino, inoltre, hanno sede istituzioni sensibili all'incentivazione delle relazioni con il mondo orientale, come il CESMEO – ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI ASIATICI AVANZATI.

Di qui anche la preesistenza in città, e in regione, di significativi nuclei collezionistici appartenenti a diverse istituzioni pubbliche e private, posti ora alla base delle raccolte del nuovo museo tramite trasferimenti, donazioni o comodati a lungo termine.

Le raccolte sono state suddivise in cinque aree geografiche corrispondenti ad altrettanti ambiti culturali: l'Asia Meridionale, articolata nelle distinte aree culturali del Gandhara, dell'India e del Sudest asiatico, la Cina, culla di una multisecolare, proteiforme civiltà artistica, la Regione Himalayana, fertile luogo di interazione delle culture indiana e cinese, i Paesi Islamici, testimoni di una straordinaria fioritura artistica estendentesi dall'Asia Centrale al Mediterraneo, e Giappone, sede degli originali sviluppi nati dall'incontro del Buddhismo con le antiche tradizioni locali.