IL CERCHIO VUOTO – EN KU DOJO

Posizione: Crisi birmana > Fahrenheit 27.09.2007

Riflessioni

Il Buddhismo "puro" non è legato indissolubilmente al Giappone, alla cultura Zen, cinese, coreana, indiana, ecc. Esso propone un principio universale a fondamento del comportamento individuale di ognuno, considerato nel suo specifico ambito; non propone di modellare gli individui e creare una "forma" che vada bene per tutti. Correttamente inteso, è aperto a tutte le forme di comportamento, può essere adattato a quella del "santo" come a quella dell'ultimo dei "peccatori". Il compito di un individuo è quello di portare avanti se stesso fino alla fine, con coraggio e determinazione, senza aver paura della morte, del giudizio degli altri, di sacrificarsi, di diventare povero, di diventare ricco: questo è l'insegnamento. E l'obiettivo è una morte, non una vita; è morire bene avendo ben vissuto, cioè nel rispetto della vita altrui e della propria "natura autentica".

Maestro M. Dai Do Strumia
da “Il Cammino del cercatore”
– Libreria Editrice Psiche – 2009

Intervista al maestro Jiso Giuseppe Forzani
sulla situazione in Birmania

RAITRE – Fahrenheit 27.09.2007


La repressione della protesta non violenta dei monaci in Birmania si estremizza. Dopo la morte di tre monaci e un'ottantina di fermati, gli snodi principali di Rangoon sono stati bloccati da barricate con filo spinato. Nei pressi della pagoda di Sule - uno dei punti nevralgici e più significativi della protesta - sono stati piazzati almeno sette dispositivi che possono essere usati come cannoni ad acqua contro i manifestanti.

I monaci, ormai spalleggiati dai civili, continuano la loro protesta contro il regime militare birmano.

Una religione millenaria può essere motore del cambiamento? Ne parliamo con Giovanni Filoramo, docente di Storia del Cristianesimo all'Università di Torino, e con Giuseppe Jiso Forzani, monaco buddista Zen.

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