Riflessioni
Il Buddhismo "puro" non è legato indissolubilmente al Giappone, alla cultura Zen, cinese, coreana, indiana, ecc. Esso propone un principio universale a fondamento del comportamento individuale di ognuno, considerato nel suo specifico ambito; non propone di modellare gli individui e creare una "forma" che vada bene per tutti. Correttamente inteso, è aperto a tutte le forme di comportamento, può essere adattato a quella del "santo" come a quella dell'ultimo dei "peccatori". Il compito di un individuo è quello di portare avanti se stesso fino alla fine, con coraggio e determinazione, senza aver paura della morte, del giudizio degli altri, di sacrificarsi, di diventare povero, di diventare ricco: questo è l'insegnamento. E l'obiettivo è una morte, non una vita; è morire bene avendo ben vissuto, cioè nel rispetto della vita altrui e della propria "natura autentica".
Maestro M. Dai Do Strumia
da “Il Cammino del cercatore”
– Libreria Editrice Psiche – 2009
Polistrumentista, compone ed esegue musica per strumenti antichi dell'India e dell'Estremo Oriente.
Si è formato in India sotto la guida di Pandit Bhajan Sopori (Santur); Sufiana gharana, Pandit Harsh Wardhan (Flauto bansuri), Senia gharana; Pandit Om Prakash Mohan (Dilruba), Kirana gharana di Pandit Pran Nath; Jagdeep Singh Bedi (Sitar), Senia gharana.
Compie studi di musica tibetana a Dharamsala (India) e presso il monastero Sakya (Boudhnath, Nepal).
Studi estesi della forma Honkyouku/Suizen (tradizione Musicale Zen), scuola Fuke, India.

Studi di musicoterapia.
Tiene diversi concerti in India nel 1996 con Pandit Bhajan Sopori.
Sviluppa parallelamente ricerche sul suono/spazio in monumenti, templi e teatri dell'antichità.
Del 1999 il contratto discografico con la Evolution Music.
Nel 1995 pubblica i suoi primi lavori "Akroasis" e "Namkha"; nel 1999 "Mandala" e "Ku" nel 2007.
Nel 2006 assieme alla violonista tedesca Karina Stieren forma il "Duo Karina Stieren − Akshan".
Conduce corsi di flauto per meditazione nella linea della tradizione Zen Fuke.